La costruzione della chiesa parrocchiale di Bignasco, dedicata a San Michele Arcangelo, risale all’inizio del XV secolo. Numerosi interventi, più o meno incisivi, susseguitisi nel tempo hanno cancellato ogni traccia dell’architettura interna, degli arredi e delle decorazioni originali, ma non la pianta e l’orientamento, con l’altare posto ad Est, tipico degli edifici sacri più antichi.
L’impianto a navata unica presenta due altari laterali, uno dedicato alla Madonna del Rosario e l’altro a San Gaudenzio, martire le cui spoglie sono qui conservate dal 1831, in una grande e preziosa urna di metallo argentato e dorato. Verso il 1730 sono stati rimaneggiati l’altare della Madonna e il coro; allo stesso periodo va attribuito l’altare maggiore in marmi policromi, mentre un secolo più tardi (1838) è stato posato il pulpito e sono state riposizionate le balaustre, anch’essi in marmi policromi.
I parrocchiani emigrati, soprattutto a Roma e in Olanda, hanno sempre manifestato grande affetto per la loro chiesa, donando nel corso dei secoli importanti somme da destinare al rinnovo dell’edificio, all’apparato decorativo e all’acquisto di suppellettili sacre. Il pulpito e il portico sono stati realizzati grazie alla generosità dei benefattori d’Olanda, come attestano le rispettive iscrizioni (del 1838 e 1877), mentre un pregevole ostensorio settecentesco è dono di un parrocchiano emigrato ad Anversa.
La chiesa ha assunto l’aspetto attuale dopo gli interventi del 1904, che hanno comportato in particolare l’innalzamento della navata e la costruzione della volta a botte in muratura di mattoni, su progetto dell’architetto Paolo Zanini, originario di Cavergno.
Gli ultimi importanti restauri risalgono agli anni 1929-30, con l’impermeabilizzazione del tetto e il rifacimento totale dell’apparato decorativo interno. I dipinti del presbiterio e della volta, opera del pittore Carlo Morgari, raffigurano scene del Vangelo, altri soggetti biblici e gli evangelisti e, nelle lunette laterali, otto figure di santi ai quali la popolazione locale era particolarmente devota (S. Luigi Gonzaga. S. Nicolao della Flüe, S. Agnese, S. Giovanni Bosco, S. Francesco d’Assisi, S. Carlo Borromeo).
Testo: Flavio Zappa e Sonia Fornera
Foto: Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici (AFMS): Archivio Rudolf Zinggeler.